Buona Pasqua, una festa “fantastica”. La cultura di risorgere

E’ Pasqua, la cosa è “fantastica”. Perché immaginare la morte che si rintorcina e il morto torna vivente è “fantastico”. Una storia assurda, esiste la fine, e si capisce. Un nuovo inizio non è contemplato. Eppure andiamo a dormire e finisce la fatica, poi il risveglio ed il mazzo di carte è nuovo, il gioco tutto da giocare. Risorgiamo inconsapevolmente ad ogni caduta c’è il rialzarsi, il provare se riusciamo ancora a camminare, a correre, ad avere tempo di ricominciare. E questo non è dentro di noi, in noi c’è il ciclo: nascita, vita, morte. La resurrezione è un dono ereditato dall’educazione di chi prima ha frequentato questa vita. Impariamo il risorto, sappiamo della morte. Fino al Venerdì Santo tutto è nel ciclo che anche il mio gatto lo capisce, è questo giorno che ci fa umani (credenti e non) perché ci spiega che si “rinasce”, che ci sono carte nuove nel gioco della vita che c’è ancora. Paolo Di Tarso il più colto della storia è caduto per risorgere, lo stesso Pietro sulla cui pietra… e che ora custodisce l’aldilà è caduto ed il gallo non aveva cantato. L’errore è, anche questo, contemplato. Nella storia c’è il furore della canaglia che grida salvo Barabba e a morte Gesù, ma Barabba non è cattivo o buono, è stato cattivo ma nello storia è la canaglia che si fa feroce, lui è simbolo quasi inerte e forse, in cuor suo, conosce la verità e la Croce non è del Nazareno.  Ma questo è testa, memoria, intelligenza, cultura, conoscenza, la Pasqua è l’incontro con la nostra cultura.

“Nonna ma perché hai messo sulla bambola di pane un nuovo, tu lo metti dentro non così”. “Perchè dal seme germoglia il grano, dall’uovo l’uccello del paradiso, dal’uovo ogni bambino a cui affidiamo il destino, e tu sei il mio”.

La Pasqua è così, la capisci solo se hai chi ti ha insegnato la speranza, e chi non ha la Pasqua dentro ha vita disperata. “Tu non credi, perché ti segni?” “Vedi, sono certo che ogni cosa finisca qui, ma prego che non sia così”.

La nostra cultura si chiama speranza. La speranza degli ebrei dal giogo dell’Egitto e c’è libertà, dai cristiani dal giogo del corpo per la libertà delle idee e c’è domani