Feline preghiere, intorno ai gatti

In primo piano la micia Pelliccia e dietro Bullo
Pregavo ogni sera, i bimbi credono per osmosi con la pietà degli anziani e sono spugna. Pregavo per ogni gatto che mi aveva lasciato, non tralasciandone alcuno. Pensavo che così facendo restassero nel filo dell’amicizia che ci eravamo, liberi, dati. Poi sono cresciuto e la memoria mi fa difetto, anche perché poi a mancarmi non sono stati i gatti, ma l’anima dell’ umanità dove ero venuto. Come un terremoto continuo e la vita e nulla resta fermo come credevo fosse per sempre il mio mondo. Ora? Ora non ricordo i gatti, non prego più per le preghiere che mi hanno segnato. Perché cresci e crescendo è come abitare in piani sempre più alti e il mondo delle cose ti si fa così piccolo che sparisce, si cancella. Vedi la spiaggia quando hai conosciuto i granelli di sabbia e brillavano uno per uno e ciascuno a modo suo. Come i miei gatti di cui avevo fatto una galleria nella memoria, una nobiltà tutta mia, tutta di affetti. I loro musi mi apparivano tutti uno ad uno, a pronunciarne i nomi che io stesso gli avevo dato. Non credo che se c’è un divino trovi il tempo di occuparsi di gatti, ha da fare con il vivo per occuparsi dell'”insignificante” morte dei gatti, ma per me era un’altra cosa, era come se il mio mondo fosse fatto di umani e di felini, come se fosse indifferente il confine che separa mondi perché stavamo tutti nello stesso mondo.

Oggi continuo a piangere per i gatti, quando ne incrocio uno e ci riconosciamo, e facciamo un po di strada insieme. Sempre più corta a dire il vero, ma strada comunque. Mi mancano quei gatti? Cosa vi dico, so che hanno segnato tutta la mia vita a modo loro.

“Sempre con questi gatti un mano”, mi sgridavano. Io non l’ho mai confessato ma erano i gatti che mi educavano. Educazione felina all’amore nella libertà, a quell’amore che è così intenso da rispettare ogni angolo della solitudine. Amore così forte che non teme il silenzio, perché torna ed ogni volta è dichiarazione di amare.

Pregavo ogni sera raccomandando i miei gatti, chissà se in un mondo felino loro in cambio di niente mi hanno raccomandato a qualche Dio gatto, come le divinità egizie di forma felina. Ma questo non è importante, l’importate e’ capire quanto sia partecipe quella che noi chiamiamo “l’ indifferenza scostante dei gatti”.