I becchini del socialismo e la vitalità di Sanchez: no passaràn

Pedro Sanchez, socialista

Beh, ogni tanto degli espertoni annunciano la morte del socialismo europeo. Hanno facce affrante ma cuori sollevati per la “morte” di quella idea che si aggirava per l’Europa non nome della libertà e della giustizia, quella idea che anche i pezzenti sono umanità non sofferente e oggetto di pietà, ma capace di riscatto. Piangono lacrime di coccodrillo già vendute ai padroni. E invece? Invece in Spagna Pedro Sanchez vince, vince aumentando di un terzo i seggi con una affluenza record. Perchè? L’elettorato socialista è stanco di politiche non socialiste, di inciuci con i conservatori, di grandi coalizioni, vuole la sua parte che è di lavoro non di politiche corrette, è di bisogni della gente non di agenzie americane. Sanchez arriva dopo Antonio Costa che fa vincere i socialisti in Portogallo. Esiste una rinascita socialista dal sud Europa, peccato che in Italia quella tradizione, quella elaborazione, politica fa difetto. Certo per suicidio dei socialisti, ma anche per il mancato riconoscimento degli ex comunisti che c’era una sinistra delle ragioni, quella socialista, ed una che sbagliava, quella del “farem come la Russia”. Quelli che al “farem come la Russia” hanno sostituito “siamo più americani dei democristiani”. I socialisti in Europa possono vincere o perdere, ma non morire, mai. Lo slogan del Psoe (partito socialista operaio spagnolo, solo il nome è sinfonia)  è stato “no passaran” come nella Repubblica, perché si vince con la storia non con l’improvvisazione generica. Noi, noi socialisti, siamo qui nella prassi della vita quotidiana per cambiare questo ingiusto modo di vivere tra chi ha troppo e chi niente, chi è libero di violentare la dignità degli altri e chi di morire di fame. E questo non tramonta.

Direte, ma Sanchez non può fare un governo? Certo, ma ora ha le carte per dare un “futuro alla Spagna”, e la contingenza politica non uccide il sogno ideale. Per vincere ci vuole forza ideale, carica di rinnovamento. L’alternativa? La barbarie, la barbarie di chi pensa che si salverà da solo, la barbarie di chi sogna governi di uno solo.

Il Portogallo, la Spagna poi la Gran Bretagna, gli Stati Uniti financo è un vento sano perché non ha paura della immobilità delle montagne, ma le scavalla sognando. Sono contento, sì perché c’è speranza e fino a quando ci sarà un socialista ci sarà speranza per gli altri, nessun socialista sogna in esclusiva monocolore, ma ogni socialista ha il suo colore sapendo della bellezza di quello diverso del vicino.