I negozi aperti a Pasqua e abiti senza cerimonie

corso della Repubbica a Latina Pasqua 2019

Tutto indifferente, tutto senza il sapore nuovo del tempo presente in un oggi eternamente uguale a ieri e solo annuncio di un domani replay di oggi. Ecco il senso di un giro nella mia città, Latina, con la gente vestita a nuovo che… che entrava nei negozi per vestirsi a nuovo ma “senza le emozioni”. Andavo con mia madre a comperare l’abito per la comunione, per Natale, per il viaggio a trovare i cugini, o quello che mi venivano a trovare e non potevamo sfigurare. Poi a Natale, a Pasqua dovevamo uscire che “puzzavamo” di nuovo, puzzavamo di una ricchezza ingenua da poco scoperta. Invece oggi, Pasqua, la gente comperava per il tempo indifferente, e usciva per comperare perché siamo incapaci di altro fare. Oggi si andava per le strade a sentire la primavera, a corre nei prati, a visitare nonna che “sganciava” le mille lire, o passare nell’osteria dove nonno ci accoglieva orgoglioso di noi agli altri nonni che facevano uguale e la gara a chi era più uomo ormai. Noi lindi e pinti sapevamo che era festa e ci accoglievano come riti di “educazioni lepine”, di passaggi del testimone tra contadini. Oggi invece a Latina erano un giorno come un altro in cui solitudini comperavano vestiti nuovi, ma nessuno ricorda perché, perché festa non c’è più. Fa freddo, sento tra le mani i tessuti, sono figlio di sarta rifinita e le stoffe le sento ancora per antica educazione e fanno triste questi filati dimentichi di ogni bellezza ma tristi per non aver destini di festa.

E’ Pasqua, resurrezione di un Signore, che non so ancora se c’è o è tutto un bluff. Ma, ma? Pareva un giorno normale, ecco la nostra crisi stra tutta qui, aver fatto di un giorno eccezionale un giorno normale e lo dico io che avrei chiesto il conto a Cristo di mille dolori, perché lui è risorto ma mille e mille sono morti e non era giusto. Ma ora capisco, io sono dentro un vecchio mondo che muore, un mondo che leggeva i fiori, sapeva i sapori, e sapeva piangere e tutto non era un “abito senza cerimonia”