La Lega pontina anche con i rom manda in onda un film già visto

Angelo Tripodi

Non so se la Lega di Angelo Tripodi e Claudio Durigon abbia a che fare con i rom di Latina, non mi interessano vicende di accuse e contraccuse davanti a giudici e giudizi, mi interessa e tanto il “normalizzarsi” della Lega pontina. Si ritrova tutta, fino alle punta dei capelli partendo dalle scarpe, con uomini, idee, e guai della destra pontina. Non è un partito è una fotocopia uscita male, sono garantista per la mia parte politica non posso non esserlo per gli avversari. Ma in questi giorni mi trovo a vedere un film già visto, manca qualche attore che sapeva recitare ma i mediocri ci sono tutti. Pensavo che da Claudio Durigon e compagni nascesse una ipotesi di destra, seppur sopra le righe dialettiche, comunque diversa. Ma qui c’è un filo nero che lega questa proposta politica a 30 anni di governi che se ne elenchiamo i fallimenti arriviamo a finire l’articolo, anzi no lo faccio così si capisce: ci sono i parchi tematici senza tema, le trivellazioni delle terme senza acqua, l’intermodale senza binari, l’Icos che doveva essere quartier generale della finanzia, è uno scheletro in dolore di pancia, la cittadella giudiziaria è una vergogna senza alcun senso, e i piani regolatori non regolano neanche il canale linea, una metropolitana, seppur leggera, che se era per le chiacchiere quella di Londra ci faceva un baffo e non entro in porti e aeroporti perché anche io sono umano e non posso reggere tutto, ma non posso dimenticare quando si misero pure a fare i banchieri.

Mi taccio di altre avventure che in una città normale avrebbero portato i proponenti ad avere il tso. Pensavo che dopo la sconfitta di Giovanni Di Giorgi si passasse ad una destra lombarda, pragmatica ma pratica. Invece, come i carri armati di Mussolini, mi si presentano gli stessi mezzi con gli stessi piloti, e le stesse polemiche.

La Lega pontina non ha il problema dei rom, ha il problema di se stessa e di riprodursi sempre uguale mentre intorno il mondo cambia