La rosa di maggio

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Arriva di maggio come segno indelebile che il freddo è via, che la strada è libera e arriveranno le cerasa, poi il grano farà la sua storia rubando al sole il giallo paglierino e sarà la storia tutta bianca di una neve così lontana. Candida è la speranza, farina per il pane. Ma oggi nel mio giardino una rosa si permessa di entrare, rosa rossa, rosa persistente, rosa non inerme, rosa che dai colore e un merlo becco giallo livrea nera sembra pronto per il ballo. Ma lei, la rosa, è impenitente, così persistente che ha il rispetto anche del contadino che certo non ama i fiori, che non ha tenerezza per i colori, ma la rosa no, la rosa no. Cerco di prenderla mi taglia la carne, una ferita come una trincea senza soldati e senza guerra.

Ma che vi dico è solo maggio e lei me lo dice, un creatore di questa creatura ci sarà, il bocciolo è diventato fiore che evade di colore, evade di rosso, come questo sangue vecchio che esce dal mio braccio e da bambino piangevo per cercare consolazione ora lo porto fiero come rammentazione di un eroismo che non ci fu, fu come stordimento, la bellezza stordisce, ferisce anima. Anima di sangue rosso ed un pettirosso ha il segno sul petto di quell’amare, indelebile

Rosa di maggio