L’Europa e il ratto dell’uvetta candita nella colomba

Ratto d'Europa, Tiepolo

Mi dicono sei diventato europeo, attento che ti cacciano dall’Europa. Bah, sono nato in Europa e questa terra mia dell’Europa è culla. Mi dicono, attento ti giudicheranno.

Perché è arrivata la fine dei giorni e qualcuno ha cominciato a giudicare i vivi e i morti. L’Europa è questo posto dove ciascuno conta, dove siamo figli di fiumi corti e tanti e non ci sono padroni dell’acqua. L’Europa è una idea che nasce nelle lotte per pregare, nelle esclusive delle preghiere e poi sono nati mille pater noster. La mia è terra dove la radice è una cattedrale che si fa mille chiese nella corsa a superare l’altro nella Grazia di Dio. Se non capite questo non state in Europa ma tra gli schiavi di Dario e Serse e non tra i liberi di Atene o i valorosi di Sparta. Viviamo non per stare o meno in Europa ma per essere europei, rispettosi fino all’ultimo di noi perché ciascuno, qui in Europa è unico, irripetibile, e libero nella giustizia da conquistare. Non capisco cosa significa sovranismo, qui da noi, in Europa, è sovrano il popolo e nessun Dio, prete, o satrapo, o prepotente, o salvatore del prossimo suo.

L’Europa è una idea, poi c’è anche una istituzione che se rinuncia all’idea è niente. L’europa è entrare in una cattedrale dal Polo Nord a Lampedusa e saperla leggere, mattone per mattone, negli accenti diversi della medesima grazia. L’Europa è capaci di grandi libertà perché ha conosciuto le inquisizioni, i dittatori, i genocidi e ogni fascismo che la Storia non presenti più il conto e i loro servi siano maledetti per sempre. L’Europa non è un bilancio, non è il bilanciere, l’Europa ha creato banche e banchieri perché non era, non è, non sarà mai una banca. L’Europa è la musica che bellezza parla ogni lingua in mille sfumature di andante e allegretto, ma che fa piangere ciascuno con le sue lacrime da Granada a Oslo e ancora più sù. E’ il Danubio blu, ma anche il Reno e il Po, la Senna e l’Ebro, è il Mediterraneo ma anche un terrazzo all’Atlantico e fa più freddo al nord. Insomma l’Europa non è imbecille contingente oggi, è la sua storia per il suo futuro, è la curiosità che ci ha portato altrove e non paura per chiunque giunga dall’altrove. Chiunque è venuto ha aggiunto e non sottratto. Tutto questo dovevo a questa campagna imbecille che sa di cronaca dentro la storia, come uvetta candida nella colomba.