“Ma quanto Dio avete voi sezzesi?”. Al tempo di Pasqua

Ogni volta nel tempo di Pasqua c’è qualcosa che torna, qualcosa che resta, qualcosa che va via. Sarà che sono nato d’aprile e quasi al suo finire per via del mese corto. Sarà che non trovo riscontro in questa corsa impossibile che per tutto l’anno è la vita mia, ma di questi tempi è vita che ritorna. Il mio nascere si scontò poi con il saluto di mio padre il giorno della liberazione, e mai mi sarei voluto liberare di lui. Ma questo è aprile, questo è il tempo mite e non mi dite altro. Di questi tempi la mia personale controriforma educativa torna tutta mia: Il primo colpo è umano l pietà che mi viene al dolore, il secondo è mille ricordi. Faccio il cronista e qui li dico, tutti uno per uno. IL primo è un velo squarciato, è il velo che doveva sigillare garantire che non c’era alcun uscire dalla morte certa per mano di sacerdote, re e sigillo di imperatore e invece lui non c’è, si non c’è proprio è libero di dire, di fare, di vivere e di sognare. Dico libero che mi faceva paura nella via crucis quel silenzio dopo la morte.

Ma adesso che viene la sera ed il buio 
mi toglie il dolore dagli occhi 
e scivola il sole al di là delle dune 
a violentare altre notti:
io nel vedere quest’uomo che muore, 
madre, io provo dolore. 
Nella pietà che non cede al rancore, 
madre, ho imparato l’amore”
Sono strofe di Tito il ladrone che vede un Dio morire e lui che muore. Poi la pietà è un sepolcro, un sepolcro che è lasciato come un uccello che va in volo al creato. Ecco perché voi che leggete qui troverete la nostra storia in questa memoria, neanche la morte ferma la libertà e l’amore rinasce all’eternità. Questo sono in questi giorni così incredibili da non esser veri, così credibili da mille racconti, e domani ci sarà il sole, poi il tepore e rinascerà l’uomo nuovo.  Vedete che storia con cui siamo cresciuti. Dario Roncon un veneto schietto mi guarda e mi dice: certo voi sezzesi ma quanto dio avete? Comunisti ma quando è Pasqua…
E’ Pasqua e da qui che siamo risorti, uomini nuovi di giustizia, a giustizia nuova. E lo capite solo se avete la puzza dentro di qua sù.
Buona rinascita.

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